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Go (5), Shi (4), San (3), Ni (2), Ichi (1), Drifting!



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Drifting

Argomento di questa settimana è il Drifting, una della mie passioni. Volendolo tradurre significa “andare alla deriva”, all’atto pratico è una manovra che permette all’auto di “attaccare un corner” (curva) portando l’automobile di traverso perdendo l’aderenza delle ruote posteriori, continuando la “sbandata” fino alla fine delle curva. Pura espressione giapponese dello stile di guida istintivo, praticato illegalmente dagli “togue racers”, nei valichi di montagna, affrontando alla massima velocità strade impervie ricche di curve cieche e strette, è una tecnica che in realtà ha avuto tra i suoi ideatori anche il nostro Tazio Nuvolari, a cavallo tra gli anni ’20 e ’50 con la sua “derapata su quattro ruote” e ulteriori esempi simili si riscontrano nelle scuola scandinava di rally.

Drifting

Ma torniamo nella terra del sol levante. Se possiamo definire chi fu il “creatore” del Drifting il suo nome è Kunimitsu Takahashi, pilota di moto prima che di auto, autore di alcune prestazioni di tutto rispetto a livello internazionale, negli anni ’70 mette a punto questa tecnica, senza però continuarne lo sviluppo, che non tarderà molto ad arrivare. Seguendo infatti la via del maestro Takahashi, il giovane Keiichi Tsuchiya da pilota clandestino comincia ad affascinare tutti con le sue mirabolanti derapate, facendosi poi apprezzare appieno a livello nazionale come pilota ufficiale in campionati automobilistici con la sua inseparabile Toyota AE86, periodo nel quale diverrà famoso come “Drift King”; si dedicherà in seguito, siamo negli anni ’80, ad insegnare la tecnica a numerosi futuri piloti professionisti. Attorno al 1990, è uno dei promotori di questa disciplina a livello sportivo.

Drifting

Di lì a poco nascerà il D1 Grand Prix, ideato dal signor Daijiro Inada nel 2001, il campionato ufficiale Giapponese per i migliori piloti di Drifting, dove il metro di giudizio è basato da una votazione da parte di una giuria di esperti che classifica la prestazione di ogni singolo pilota in base ad alcuni criteri, ossia: tecnica perfetta, drift con più fumo (proveniente dalle ruote in trazione), traiettoria migliore, velocità di ingresso in curva, angolo di inclinazione della vettura, vicinanza agli ostacoli e vicinanza all’avversario (nelle gare in coppia); la gara prevede infatti un’iniziale prova singola, da cui i partecipanti vengono dimezzati, i primi 16 o in alcuni casi 32 continuano la competizione affrontandosi a coppie finchè non ne rimarrà solo uno!

Drifting

Attualmente si contano circa 200 competizioni ufficiali di Drifting, la maggior parte delle quali sono situate in Giappone, ma essendo un fenomeno ancora in espansione siamo certi che il numero non si fermerà qui. Difatti abbiamo già nuovi eventi per questo 2017 con il King of Nation! E in casa nostra? Beh a livello di piloti, il più titolato di sempre è Emanuele Festival il “King of Italy” ritiratosi dall’agonismo e passato dall’altro lato della barricata nell’organizzazione degli eventi; in collaborazione con CSAI abbiamo invece il “Campionato Italiano Drifting”, campione 2016 Stella Werter su Nissan Silvia S14.

Drifting

Detto questo, per concludere, se volete fantasticare sulle auto e le tecniche di guida, vi consiglio l’anime giapponese “Initial D”. Seguendo le avventure del protagonista Takumi, tra auto sportive e passi di montagna, vi ritroverete catapultati in questo mondo adrenalinico ed entusiasmante “always in full drifting”!

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