Mazda RX-7
日本製 (Made in Japan)

日本製 (MADE IN JAPAN) – Mazda RX-7



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Mazda RX-7

Per il secondo appuntamento della rassegna MADE IN JAPAN, ci spostiamo in territorio “rotary” (il Rotary Club è un’altra cosa mi raccomando), ovvero nella città di Fuchu, prefettura di Hiroschima, quartier generale MAZDA! La Mazda RX-7, automobile dalla spiccata indole sportiva, si fa riconoscere sin dai primi modelli datati anni ’70 per le sue forme spigolose, gli intramontabili fari a scomparsa, icona anche in Europa sulle Porsche, motori sovralimentati e trazione posteriore.

Mazda RX-7

Commercializzata dapprima in Giappone poi nella vicina America ed infine in Europa, il primo modello, a cui ne faranno seguito altri due, nasce nel 1978. Nome tecnico Mazda RX-7 SA22C/FB, montava un motore rotativo della potenza complessiva di 105 cavalli sviluppati a 6.000 g/m e 147 Nm di coppia; misure: lunghezza 428 cm, larghezza 176 cm, altezza 123 cm, per un peso di 1250 kg. Passano pochi anni e nel 1981 ecco di già il primo restyling, non troppo appariscente, va a toccare quasi tutte le componenti della vettura; si inizia esternamente da alcuni ritocchi alla carrozzeria, passando per un nuovo disegno dei cerchi e degli interni, rivisti in chiave “moderna” sia per quanto riguarda materiali ed accessori, concludendo con una modifica tecnica al motore, a cui vengono aggiunti 10 cavalli in più, freni a disco all’anteriore e al posteriore e all’assetto. Nel 1986 arriva la seconda serie, dove trovano alloggio due nuove motorizzazioni, un aspirato da 146 ed un turbo da 182 cavalli accompagnati poi nell’88 dall’arrivo della versione cabrio della Mazda RX-7, la quale riscontrerà non poco successo nel mercato americano.

Mazda RX7

“Meteora”, sia per la sue potenze ma soprattutto per la brevità della sua carriera, ecco arrivare nel 1989, la serie FC. Rivista qualche parte della carrozzeria e dotata di un generoso incremento delle prestazioni, passiamo a ben 160 cavalli per l’aspirato e a 200 del turbo, questo modello fa visita anche nel bel Paese, regalandoci una versione full-optional comprensiva di cruise control (ebbene sì c’era già nel 1990), climatizzatore manuale, comodi e lussuosi interni in pelle ed alzacristalli e tetto apribile elettrici; Immancabile anche per questa serie la versione cabrio.

Mazda RX-7

Ed arriviamo dunque alla terza serie della RX-7, probabilmente la più conosciuta, “LA” RX-7 per antonomasia, ovvero la FD. Nome tecnico FD3S, siamo nel 1991 e questa belva da strada dalle linee dolci, rotonde, più accurate, simbolo di un Giappone moderno e pronto alla sfida internazionale e non più come copia di uno stile europeo, raggiunge i cuori di milioni di appassionati. L’innovazione di questa autovettura è sicuramente il suo motore, il 13B REW. Si tratta di un biturbo a ciclo Wankel delle dimensioni di 1308 cm³, sovralimentato tramite due turbocompressori (sviluppati in collaborazione con HITACHI), “raffreddati” da un intercooler aria-aria, i quali consentivano alla RX-7 di toccare punte di 250 cavalli e successivamente quota 300 per le versioni Type R e RS. Per quanto riguarda invece il comparto assetto, anche qui non siamo da meno: sospensioni e ammortizzatori Multilink sono di ottima fattura e tarati per favorire le prestazioni sportive della vettura con l’aggiunta opportuna di barre antirollio e duomi regolabili; completano la dotazione freni a disco ventilati con pinze flottanti all’anteriore e fisse al posteriore, ABS, servosterzo e differenziale TORSEN a slittamento limitato, cambio manuale a 5 marce. Scatto da 0 a 100 Km/h in 5,5 secondi. Con l’arrivo degli anni 2000, il progetto si conclude, gli ultimi esemplari della Mazda RX-7 vengono commercializzati solamente in territorio Giapponese con il nome EFINI, e nel 2002, Mazda, esprimendo l’ultimo saluto al progetto ne propone una versione supersportiva chiamata Spirit R.

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