Pontiac Firebird
Made in USA

Made in USA – Pontiac Firebird



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Pontiac Firebird

Per l’inaugurazione di questa serie, andiamo a visitare la Pontiac, nell’omonima città del Michigan, il modello è la Firebird. Costruita a partire dal 1967, faceva parte delle “pony cars” (sportive compatte) come la Chevrolet Camaro e la Ford Mustang; rinnovata costantemente ogni anno, concluderà l’attività agli inizi del nuovo millennio, lasciandoci in eredità quattro serie.

Pontiac Firebird

Con 4,87 metri di lunghezza, 1,87 metri di larghezza e 128 di altezza, la Firebird debutta ufficialmente nel mercato americano il 23 febbraio 1967, prendendo a modello l’anteriore dalla Pontiac GTO e posteriore e telaio dalla Chevrolet Camaro; venne proposta sia in versione coupè o cabrio. I motori invece erano un autentico abuso di potere: si parte dalla serie 230, 6 cilindri, con due potenze, 165 o 215 cavalli, per poi passare ai tre V8 nelle versioni 326 e 400 con potenze fino a 325 cavalli per quest’ultimo, dotato di un propulsore Pontiac GTO con sistema RAM-AIR (sovralimentazione dinamica forzata). Cambio manuale (Hurst), disponibile a 3 o 4 marce o l’automatico (Turbo Hydra-matic), 2 o 3 marce, a seconda del motore. Nel 1968 abbiamo il primo restyling, la Firebird cambia connotati, interni e anche sotto il vestito: qui infatti trovano spazio nuove soluzioni tecniche, per l’assetto, andando a lavorare soprattutto nel gruppo ammortizzatori posteriori e in tutti e cinque i propulsori incrementandone (perché di cavalli non ce n’è mai abbastanza) potenza e prestazioni grazie anche al debutto del nuovo RAM-AIR II, con 15 cavalli in più. Prima della seconda serie c’è ancora spazio per una “revisioncina”, siamo nel 1969 e i tecnici statunitensi non lesinano su nessun componente, dagli interni agli esterni arrivando al cuore, un nuovo 303 V8 Trans-Am concepito appositamente per il campionato americano SCCA.

Pontiac Firebird

Gli anni ’70 saranno un periodo di alti e bassi. L’inizio promette bene, arrivano uno stile più sportivo, la scelta dei motori passa da 4 a 5 e l’assetto viene nuovamente rivisto per migliorare il comportamento della vettura e la versione prestazionale RAM-AIR V ora arriva a soglia 500 cavalli. Con il sopraggiungere della “verde” (benzina) nel 1971 e “..in ottemperanza delle nuove normative antinquinamento..”, abbiamo il primo scricchiolio per la Firebird, nonostante riesca a lavorare ad un nuovo motore, serie 400 e 455 V8, con potenze da 300 a 335 cavalli, perderà ahimè definitivamente tutti i propulsori RAM-AIR. Ma come una fenice che rinasce dalle ceneri, arriva per la Firebird un periodo da incorniciare: siamo nel ’73 e con la famosa livrea uccello di fuoco e un nuovo propulsore, il 455 SUPER DUTY da 370 cavalli, in Pontiac si respira un’autentica boccata d’aria e nei successivi sette anni è un susseguirsi di restyling estetici, dettati anche dalle nuove leggi in materia di sicurezza dei conducenti e norme antinquinamento, tornando ad una riduzione delle potenze ma al contempo ad un incremento delle vendite, premiate con due versioni speciali nel 1976 e 1979; ma ecco la nuova caduta, negli ’80 purtroppo il propulsore serie 400 viene abbandonato in officina e la Firebird perde tutta la sua foga agonistica, le vendite sono ai minimi storici e si teme anche per il futuro della stessa Pontiac.

Pontiac Firebird

Dovendo ripartire con la terza generazione, Pontiac prepara una Firebird tutta nuova disponibile in tre allestimenti: Standard, S/E e l’immancabile Trans-am; abbandonato l’aspetto da americana dura e pura, si concede un look più europeo, appoggiandosi però completamente a General Motors per la fornitura di tutti i motori, i quali sono molto al di sotto delle potenze viste in passato: serie OHV IRON DUKE 2.5 V4 da 90 cavalli, un V6 2.8 da 105 e un 5.0 V8 da 145 o 165 cavalli in special edition, cambio manuale o automatico. Dall’83 al ’91 arriveranno altre modifiche sostanziali e importanti per la Firebird: cominciando dai due nuovi motori, un V6 da 125 cavalli e un V8 serie L69 versione Trans-Am da ben 190 cavalli, abbinato ad uno cambio adeguato, sarà disponibile nel 1984 in una versione sportiva, per celebrarne i 15 anni di onorato servizio. I successivi otto anni vedranno invece il potenziamento della serie Trans-Am con il motore V8 portato a 215 cavalli e rivisitato in molte delle sue componenti (testata, albero a camme, iniezione), vari restyling su fanaleria, carrozzeria e dettagli interni sfornando altri due modelli “normali”, Formula 350 e GTA accompagnati dalle special edition Trans-Am dell’89 con motore Buick V6 3.8 da 250 cavalli per i vent’anni della Firebird e nel 1992 con la strepitosa FireHawk, preparata dall’azienda Street Legal Performance, a PlymouthMichigan, in 25 unici esemplari, con una potenza dichiarata di 350 cavalli erogati dal V8 5.7, gestiti da un cambio a 6 marce e da una meccanica di tutto rispetto.

Pontiac Firebird

Ed arriviamo dunque all’ultimo decennio Firebird, un concentrato di nostalgia ed emozione per i cultori delle “muscle car” USA. Siamo nel 1993 e i tecnici Pontiac firmano una Firebird tutta nuova, gli esterni vengono rivisti e resi ancora più performanti, l’assetto è ammodernato con nuove soluzioni tecniche come pure l’intero telaio dell’auto, ora più leggero; motori, entrambi disponibili solamente con cambio manuale, sono il V6 3.4 da 160 cavalli per la versione Formula e il V8 5.7 da 275 cavalli abbinato alla serie Trans-Am. L’anno seguente arriverà una Firebird decapottabile in vestito da gara bianco-blu per i 25 anni della serie Trans-Am e dopo altri piccoli ritocchi generali, dal 1995 al 1998, come l’utilizzo del motore LS1 marchiato Chevrolet Corvette, nel 2002, a 35 anni di distanza è il momento del definitivo ritiro dalla scene, con il modello Trans-AmLast of the Breed” (ultima della stirpe) la Firebird ci regala il suo ultimo V8.

Pontiac Firebird

“KITT ho finito puoi passarmi a prendere” – “Arrivo”

 


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