Lancia Fulvia
Fatte in casa

Fatte in casa – Lancia Fulvia Coupé



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Lancia Fulvia

Nella mia città spesso si intravede, tra il banale nero/bianco/grigio delle auto, uno sprazzo di colore gagliardo, ha forme retrò, classiche, inconfondibili ma anche un tocco di sportività per il cofano completamente nero, dall’accensione del motore al suono dello scarico che scoppietta poi, di che auto si tratta? Di una Lancia Fulvia coupé.

Lancia Fulvia

Concepita dall’estro del designer Piero Castagnero, la Lancia Fulvia coupé condivide lo stesso punto di partenza della “Runabout” di Gandini, ovvero il mondo delle imbarcazioni. Viene presentata al pubblico nel 1965 al Salone dell’automobile di Ginevra: dall’indole sportiva e al contempo elegante nella carrozzeria e per i materiali di pregio con cui è assemblata, vanterà nel corso degli anni un grande successo di vendite e anche una certa serie di vittorie. Motore di piccola cubatura, progettato da Ettore Zaccone Mina, 1.2 di cilindrata, erogava 80 cavalli e 103 Nm di coppia, cambio a 4 marce “leva lunga”, trazione anteriore, raggiungeva i 160 km/h e veniva “bloccata” da 4 freni a disco. Ci sarà spazio anche per una versione stradale e sportiva firmata Zagato!

Lancia Fulvia Zagato

Abbiamo parlato di “vittorie”, difatti la Lancia Fulvia ne può vantare molte però per farlo ha subito delle leggere modifiche, a partire dal nome: Lancia Fulvia HF (High Fidelity – Reparto Corse Lancia)! Già l’anno del debutto, il pilota riminese Leo Cella vuole cimentarsi con la semplice Fulvia al Tour de Corse (Corsica) che lo porterà comunque al traguardo, purtroppo solamente ottavo. In Lancia si corre immediatamente in garage per mettere le mani sulla Fulvia, l’auto promette bene però le manca potenza. Nel ’66 esce quindi la HF, motore potenziato a 88 cavalli e peso ridotto e guarda caso Cella vince il Rally dei Fiori (l’attuale Rally di Sanremo). Nei successivi 3 anni avremo nuove cilindrate, nuovi modelli e nuove vittorie: al 1.2 già presente a catalogo si aggiungeranno nel ‘67 la 1.3 Rallye e 1.3 Rallye HF (anche in versione Allestimento Corsa), rispettivamente con 87 e 101 cavalli, col pilota Munari che “vendica” Cella al Tour de Corse; nel ’68 esce la 1.3s da 90 cavalli e nel ’69 debutta la 1.6 Rallye HF “Fanalone” da 115 cavalli, 5 marce, differenziale autobloccante, arriva a 160 cavalli in assetto da gara portando il pilota svedese Källstrӧm al titolo di Campione Europeo.

Lancia Fulvia

Finiscono gli anni ’60 portandosi con se le versioni 1.2 e 1.3 ma non (per fortuna) la 1.3s che diventerà S2 e la 1.6 HF, quindi i tecnici Lancia puntano al restyling di entrambe. Nuove soluzioni estetiche riguarderanno i cerchi e la parte anteriore della Fulvia, come ad esempio gli specchietti esterni ora vicino alla portiera e al nuovo disegno della calandra; riprogettati pure gli interni, mantenendo la raffinatezza dei materiali usati, cambia la disposizione di alcuni comandi elettrici, il 1.3 beneficia del cambio a 5 marce e nella versione Fulvia 1.6 HF “Lusso” vengono aggiunti dei sedili ergonomici sportivi e poggiatesta imbottiti; All’inizio degli anni ’70 sarà di nuovo il pilota Munari a portare la Fulvia sul tetto del podio vincendo il Rally di Montecarlo e in Lancia celebreranno questo importante risultato con la “special edition” Fulvia 1.3s S2 Montecarlo.

Lancia Fulvia

Nel 1973 avvenne qualcosa di inaspettato per gli amanti della Fulvia. Fiat, che ormai ha preso possesso della Lancia, rivede il modello, al ribasso purtroppo. Dovendo fare economia toglie alla Fulvia tutti i materiali di pregio, marchio distintivo della casa, a favore di plastiche e altro di scarsa qualità così come all’esterno intervenendo su alcuni dettagli; “compensano” il fattaccio montando accessori utili alla sicurezza di passeggeri e conducenti, ma ricadono in fallo l’anno successivo proponendo il modello “Safari” versione stradale della Fulvia che partecipò per l’appunto al Rally Safari, ottenendo solo commenti negativi, decretando per sempre, ahinoi, la chiusura del progetto Fulvia..

Lancia Fulvia


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