Autodromo Morano Po
Storie

Storie – La pista perduta, Morano Po, Autodromo di Casale Monferrato!



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Autodromo Morano Po

“Sempre cara mi fu quest’erema pista, e questa torretta, che da tanta parte dell’ultima curva il guardo mira. Ma sedendo e mirando, brevi rettilinei, al di sotto di questa e sovrumani rombi, e profondissima concentrazione, con la Ferrari 312 B2 Merzario si lancia, e il suo cor non si spaura. E come il V12 odo rombar tra questi prati, io quello infinito rumor vo cercando: e mi sovvien il traguardo e la bandiera a scacchi e ed i presenti acclamanti e il suon di loro. Così tra questa felicità s’inonda il pensier mio: e il guidar mi sarebbe dolce in questo asfalto.”

Leopardi mi perdonerà per aver usato “l’Infinito” come elogio al tracciato di Morano Po, però credo sia proprio azzeccato! Ho aggiunto il protagonista, Arturio Merzario, stravagante personaggio in apparenza, ma uomo di grande professionalità nonché primo pilota che inaugurò la pista il 19 marzo 1973, detta anche “Autodromo di Casale Monferrato”, a bordo di una fiammante Ferrari 312 B2.

Arturio Merzario

Non lunghissimo, il tracciato di Morano Po misura appena 2.5 km, 11 metri di larghezza, poche curve, si percorre in senso orario. Lo stesso giorno dell’inaugurazione gli organizzatori mettono a cartello altre gare minori e negli anni a seguire in questo tracciato troveranno “asfalto fertile” anche i campionati Formula 3, monomarca Ford Escort, Giro Automobilistico d’Italia e l’Interserie. Ce la prenotavano pure gli svizzeri! Il pubblico radunato nei prati e nelle tribune era tantissimo, si sono sfiorate punte anche di 100.000 persone. Date le poche emittenti televisive, le gare si vedevano dal vivo. E poi gli odori, le urla di incitamento, le amicizie sbocciate, i beniamini di turno! Persino riviste come “Autosprint” e “Quattroruote” testavano qui le vetture, come pure l’Abarth e la Fiat. Ma non solo Merzario, su questo tracciato hanno messo i loro pneumatici anche altri grandi piloti di quegli anni gloriosi: Nelson Piquet, Clay Ragazzoni, Riccardo Patrese e la mitica Lella Lombardi.

Lella Lombardi

Tutta questa ventata di emozioni porta dunque a programmare delle modifiche al tracciato, con vari progetti, rimasti, ahinoi, incompiuti. Il problema? Il rumore e l’eccessivo via vai di auto. Fattori che spingono i residenti dei comuni limitrofi di Coniolo e Pontestura a presentare le loro lamentale. A nulla sono valse infatti le paratie fonoassorbenti fatte costruire proprio in direzione dei due comuni e i primi scricchiolii dell’organizzazione si manifestano. Fino all’episodio “X”: estate ’77, le cronache narrano di una ruspa, che, volendo “provare” il tracciato, abbia “accidentalmente” lasciato la benna anteriore abbassata, smuovendone 500 metri, rendendolo pertanto inagibile. Nel 1980 qualche buon anima lo riasfalta totalmente, si apre anche un ristorante nelle vicinanze e si pensa quindi di ripartire in quinta, in fondo sono passati solo 3 anni dalla chiusura. Ma non ci fu proprio nulla da fare, evitando un accanimento terapeutico, si decide di lasciare tutto in totale abbandono fino ai giorni nostri.

Autodromo di Morano Po

Comunque qualcuno in pista c’è! E’ il fiume Po, che ogni tanto un giro a Morano se lo fa e sembra anche divertirsi. Non sta proprio attento ai tempi o alle curve però almeno lui la usa e le tiene compagnia. Come pure gli alberi, i box e la torretta, contemporaneamente spettatori e guardiani di questo luogo sospeso. Nell’attesa di sbrogliare i tanti cavilli burocratici, lasciamo la pista di Morano Po a questi custodi di ricordi, sperando in tempi migliori. Le proposte abbozzate sono molte, da un’ipotetica tappa del campionato Formula E, a raduni di auto storiche, così come le persone che costantemente si danno da fare per tentare di riportare questo tracciato storico alla conoscenza di tutti! Buona fortuna ragazzi!

Autodromo Morano Po


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